MotoGP: Lorenzo manda Dovi in tilt?

Jorge Lorenzo manda in crisi la Ducati, e probabilmente anche Andrea Dovizioso, caduto anche stavolta nel tentativo di non farsi mettere sotto dal compagno quasi ex, in partenza direzione Honda.

Jorge fa una doppietta tra Mugello e Barcellona degna dei suoi tempi migliori in Yamaha, dando qualche grattacapo a Dall’Igna e Tardozzi, felici sì nel dopogara ma contenuti, quasi nostalgici, quasi pentiti, ma tant’è. Ormai è andata, Lorenzo va a fare compagnia a Marquez e in Ducati ci resta un Dovi fortissimo ma forse condizionato psicologicamente dalle prestazioni crescenti dello spagnolo.

Non è un forse un caso la caduta di Le Mans dopo aver passato il #99, non lo fu forse l’errore che a Jerez innescò il botto con Pedrosa e lo stesso maiorchino. Anche oggi DesmoDovi è caduto tentando di restare aggrappato al compagno, in un moto d’orgoglio che lo porta a 66 punti, alla pari di Lorenzo. Distanti entrambi dalla vetta (Marquez), resta ora da capire se a Borgo Panigale li lasceranno liberi di lottare com’è stato finora o se arriverà qualche ordine di squadra in stile “Mappa 8”.

Dovi, tocca stare calmi. Ducati, tocca gestire meglio i piloti. Certo è che fare mercato piloti dall’inverno è chiuderlo già a inizio giugno non aiuta nessuno, piloti e team in primis.

Podio completato da un Rossi che continua a rimanere secondo nel Mondiale (-27 da Marc) e unico salvatore di casa Yamaha, dove Vinales parte male e inizia ad andare forte troppo tardi. I test di domani saranno cruciali per una M1 migliorata ma non abbastanza da giocarsi la vittoria.

A proposito di podio: anche qui fischi, sia all’indirizzo di Marquez che di Lorenzo e Rossi. Da condannare, come quelli del Mugello. Solo che stavolta nessuno (o quasi) ne parla. I fischi vanno condannati, sempre.