MotoGP: Mugello, il weekend dei vecchiacci

Ci lasciamo alle spalle un Mugello fantastico, che riapre più in teoria che in pratica un Mondiale che sembrava segnato grazie a due vecchiacci, Lorenzo e Rossi.

Marquez va via dalla a Toscana con un zero e una caduta-non caduta che resta miracolosa, ma che comporta uno zero pesante sulla carta ma sopportabile per uno della sua velocità.

Rossi ad anni 39 fa la pole, guida sopra ai problemi Yamaha finendo sul podio una gara difficile, ma che lo proietta secondo nel Mondiale a 23 punti da Marc. Risultato impronosticabile qualche mese fa ma realtà grazie all’esperienza di un vecchiaccio che resta il punto di riferimento per Iwata, con Vinales e Zarco (almeno oggi) nelle retrovie e un’elettronica poco raffinata per poter pensare di battere Ducati e Honda.

Ecco, quello del Mugello è stato il weekend dei due vecchiacci sopracitati. In primis di un Jorge Lorenzo spaziale, che alcuni danno per prossimo al ritiro, altri danno in qualche team privato da lui costruito perché nessuno lo vuole più, come fosse il reietto della top class. Sbagliato. Jorge ha dimostrato di averne ancora, eccome se ne ha, battendo anche quel Dovizioso ormai punto di riferimento per Borgo Panigale.

Rossi e Lorenzo, Lorenzo e Rossi: due piloti così diversi, così lontani, eppure così tanto speso ravvicinati dal destino nel corso delle loro carriere.

Occhio a darli per finiti, questi di birra in corpo ne hanno ancora tanta.