MotoGP: Stefan Bradl risponde ai commenti di Cal Crutchlow

Stefan Bradl è il tester ufficiale per il team Honda HRC MotoGP dal 2018, ha avuto un ruolo chiave nello sviluppo della RC213V per la stagione 2019. Bradl ha corso dal 2012 al 2014 in MotoGP con il team LCR Honda a seguito del titolo mondiale nella classe Moto2 nel 2011. Nel 2015 firma con il team Yamaha Forward con specifiche “open” salvo poi spostarsi nel Aprilia Racing Team Gresini a metà della stessa stagione fino alla fine del 2016. Nel 2017 ha corso nel mondiale Superbike con il team Red Bull Honda.

Durante lo scorso weekend di gara a Brno, Repubblica Ceca, il compagno di marca Cal Crutchlow ha elogiato il lavoro svolto dal tedesco come tester, ma ha anche aggiunto che non è abbastanza talentuoso per avere un posto fisso in MotoGP.

“Penso che Stefan [Bradl] stia facendo un ottimo lavoro, sta guidando bene, è capace di testare bene e dare informazioni utili”.

Quando è stato chiesto al pilota inglese se Bradl meritasse un posto fisso in MotoGP, questa è stata la sua risposta:

“No, non è così talentuoso. È un buon tester, ma se fosse abbastanza talentuoso da essere un pilota full time ora sarebbe in MotoGP”

Bradl ha risposto alle critiche di Cal Crutchlow dopo il GP di Brno, chiuso in 15esima posizione, definendo le parole dell’inglese inutili:

“Cal dice moltissime cose che molto spesso non giocano a favore, nemmeno per lui. Non mi interessano le critiche. Lavoro maggiormente con Marc [Marquez] ed ho un bellissimo rapporto con lui”.

Il pilota tedesco è arrivato a Brno per il suo secondo weekend rimpiazzando l’infortunato Jorge Lorenzo a seguito di una bellissima 8 ore di Suzuka, nella quale il team HRC si è classificato terzo assoluto. Bradl pero’ aveva già in programma di correre al GP ceco con il team HRC prima di essere scelto per sostituire Lorenzo, Honda aveva dato un programma da svolgere a Bradl per le prove libere in Repubblica Ceca.

“Durante le FP1 ero perso, ci è voluto un po’ di tempo per ritrovare il feeling con la moto. Tutte le cose che Honda mi ha dato da provare erano troppe secondo me per essere pronti e competitivi per la gara”.

Il tedesco ha poi aggiunto:

“Sono un tester, ma quando un pilota ha l’onore di correre per questo team vuole sicuramente ottenere dei buoni risultati. Per Honda è un bene avere un pilota combattivo e determinato come me”.