Schwantz su Iannone: “non da sempre il 100%, la Suzuki dovrebbe guardare ad altri piloti”

Andrea Iannone è stato una delle grandi delusioni di questo 2017. L’abruzzese, passato alla Suzuki dopo 2 anni nel team Ducati, non ha per niente convinto. Anzi, nella prima parte di stagione è proprio andato a picco insieme alla sua GSX-RR. C’è da dire anche che la moto non è più perfomante come quella di Vinales e Espargaro nel 2016. Ma non è solo quello il problema. Almeno secondo le parole di Kevin Schwantz, ex-iridato in 500cc.

“Non penso che la colpa sia tutta di Brivio.” – commenta il campione americano – “Certo, lui è comunque responsabile in quanto gestore della squadra. Ma penso che, oltre alle difficoltà della Factory, la Suzuki non abbia ricevuto il 100% da Iannone. Non ha dato sempre tutto, ripeto quello che ho detto a Sachsenring. Per esempio a Barcellona era stato sorpassato da Guintoli, sostituto, poi Iannone lo ha risorpassato, distanziato e dopo ha rallentato. Ciò è totalmente inaccettabile. Lo sforzo deve essere sempre al 110%. Questo Iannone non me l’ha dimostrato nel 2017.”

Seppur questa mancanza d’impegno, Iannone è confermato nel 2018 insieme ad Alex Rins, protagonista nel 2017 di una prima stagione in MotoGP travagliata da infortuni. “Rins aveva bisogno di ritrovare velocità dopo l’infortunio.” – commenta Schwantz“Forse nel 2018 darà qualche spinta ad Iannone, perchè l’anno scorso era tutto sulle sue spalle. Andrea è un pilota diverso quando messo sotto pressione. Ma quando sei il pilota di punta, devi sempre dare il 100%, per permettere alla squadra di avere un input e di progredire. Tutte le moto sono belle da guidare al 95%, ma è quel 5% che definisce una grande moto da una non.”

Per finire, Kevin Schwantz da consigli sia al pilota italiano che al costruttore giapponese. “Iannone deve lavorare solo sull’etica del lavoro. Deve essere pronto a dare il massimo sempre. Riguardo alla Suzuki, dobbiamo sperare che che ritorni il pilota veloce che abbiamo ricordato sulla Ducati. Anche se lì dicono che non aveva mai una sua direzione e che usava gli assetti di Dovizioso. Comunque, la Suzuki deve guardare assolutamente ad un altro pilota per il 2019.”