La Iodaracing si ferma e Giampiero Sacchi attacca tutti: “Se sono un problema, tolgo il disturbo”

Il mondiale della Superbike si appresta a vivere l’ultimo capitolo di questa stagione con un team che manca all’appello. Il noto Giampiero Sacchi, ex-direttore delle attività sportive di Aprilia e Derbi, nonchè manager personale di Max Biaggi nel 1994-95, non porterà la Iodaracing Team al round finale di Losail, Qatar. L’amministratore, che nel corso della sua carriera nel motomondiale ha lavorato con tanti piloti di primo piano come Loris Capirossi, Valentino Rossi, Manuel Poggiali e Jorge Lorenzo e che correva questa stagione nel mondiale delle derivate di serie con l’Aprilia satellite e il pilota argentino Leandro Mercado (11° in campionato con 115 punti in mezzo alle 2 RSV4 RF del team ufficiale Milwaukee), si è sfogato con quasi tutti i soggetti di cui ha parlato.

Il suo ‘mirino’ punta’ per primo la casa di Noale: “Dovremmo essere una risorsa per Aprilia” – dichiara l’amministratore (già in forti contrasti nel 2010) in un’intervista del portale corsedimoto“Facciamo correre le loro moto a nostre spese, teniamo il marchio in pista dal 2016 e abbiamo lanciato uno dei giovani più interessanti degli ultimi anni (Lorenzo Savadori). Se invece vengo considerato un problema per loro, meglio togliere il disturbo”. E non si risparmia neanche sul proprio pilota Mercado: “Quando eravamo a Magny-Cours, il sabato 30 settembre, siamo andati a letto festeggiando la prima fila, un sogno sia per una squadra come la nostra che per un pilota debuttante come Leandro. Mi sono svegliato la mattina dopo con una sua mail e all’interno la disdetta del contratto. Ma dico, siamo pazzi?”

Piovono critiche anche alla Superbike e al suo sistema ‘non condiviso’ da tutti. “Ho perso la voglia di andare in pista per fare ottavo, ma non è quello il problema” – spiega Giampiero Sacchi “Potremmo anche fare 15° se avessimo un progetto davanti. Ossia la possibilità di vendere un sogno ai nostri sponsor. In questo campo la MotoGP è dimostrata più intelligente, con un sistema più democratico. In Superbike la griglia è divisa tra case ufficiali e team privati. Per noi privati 100mila euro sono questione di vita e di morte, per gli ufficiali sono niente. Nella MotoGP invece uno come Lucio Cecchinello può disporre di moto molto competitive e dare ai suoi sponsor un progetto di valore. E se va bene, puoi anche vincere, infatti lui l’anno scorso ha vinto (con Crutchlow si è aggiudicato le gare di Brno e Phillip Island).”

Ultimo ma non ultimo c’è anche la Dorna, unico elemento non attaccato dal boss della Iodaracing Project. “Con me sono stati molto presenti, sia dal punto di vista materiale che da quello umano. Non ho niente da recriminare contro il promoter. A dir la verità devo essere riconoscente a Carmelo Ezpeleta che mi è stato vicino fino all’ultimo. E’ il progetto Superbike che non è adeguato ad una struttura come la mia. Ci penso anche di notte, ma non saprei cosa vendere agli sponsor”. E sul futuro dice: “Non è detto che ci fermeremo definitivamente. Le corse sono la mia vita e se spunta l’occasione giusta, un progetto che torni a farmi emozionare e che ha un solido appoggio economico, la prendo al volo. Si tratta proprio di questo: servono sogni, per andare avanti.”