Superbike: Top & Flop del round australiano

Ecco i Top & Flop del primo round stagionale delle derivate di serie

Il primo appuntamento stagionale del WorldSBK è andato in archivio non senza polemiche, soprese e delusioni. Ecco il meglio ed il peggio di quanto visto in questo fine settimana a Phillip Island.

TOP

Alvaro Bautista: Catapultato dalla MotoGP al mondo delle derivate in cui è partito praticamente da zero, lo spagnolo è riuscito a lasciare tutti a bocca aperta già all’esordio collezionando una tripletta storica in terra australiana. Polemiche e regolamenti a parte, Alvaro ci ha messo del suo, facendo una grande differenza!

Yamaha GRT: Nessuno avrebbe potuto immaginare che il team italiano al debutto in Superbike avrebbe centrato il podio al primo round. La squadra messa in piedi da Giansanti in tempo record ha saputo accogliere al meglio in squadra Marco Melandri, creando un clima disteso attorno al pilota, accompagnando in maniera impeccabile Sandro Cortese nel suo percorso di crescita. Chiave del successo il pieno supporto tecnico di Yamaha Europa che ha permesso ai piloti di battagliare alla pari con gli ufficiali.

Leon Haslam: Non tenendo conto della banale scivolata di Gara1, il giovane britannico, al ritorno dopo anni vincenti nel BSB si è dimostrato un pilota di grande livello, capace di mettere i bastoni tra le ruote al più blasonato compagno di squadra. La strada da fare per raggiungere la massima confidenza con la ZX-10R in configurazione Superbike è ancora tanta, ma Rea è stato già colpito: “Leon è un avversario incredibilmente testardo.”

Superpole Race: L’idea di Dorna ha colpito nel segno. La gara sprint è riuscita a regalare grande spettacolo con piloti pronti a giocarsi il tutto per tutto per conquistare qualche punticino. La nuova formula garantisce anche maggiore visibilità ai rookie che possono favorire l’impeto rispetto all’esperienza, tralasciando la complicata gestione degli pneumatici.

 

FLOP

Chaz Davies: Il campionato del gallese non poteva iniziare in maniera peggiore. A gravare sulle sue prestazioni è stato l’amore finora mai sbocciato con la V4 R che fin dai test non ha regalato sensazioni positive al pilota Ducati. Nonostante ciò, due decimi ed un settimo posto non possono che essere un bottino deludente per un pilota del calibro di Chaz, in un weekend che ha visto oltretutto il dominio assoluto del compagno di squadra.

Motore BMW: Le prestazioni monstre osservate nei test si sono pesantemente sgonfiate in gara, dove la casa tedesca ha dovuto fare i conti con un problema abbastanza grande, ovvero il motore, ancora in configurazione stock! Dati alla mano, i piloti del team SMR sono stati circa 15 km/h più lenti rispetto ai ducatisti, venendo sfilati con estrema facilità sul rettifilo. Si tratta di un occasione sprecata, poiché assetto e telaio sono stati stupefacenti.

Moriwaki Althea Honda: Sono solo sette i punti conquistati dalla casa nipponica al termine del weekend australiano. Tralasciando qualche errore di troppo dei piloti, la competitività della Fireblade è stata piuttosto scarsa. Le maggiori difficoltà sono state riscontrate in percorrenza di curva, ma il lavoro da fare è tanto anche sull’elettronica.