Audi trionfa in Bahrain. E saluta.

Il trio Di Grassi/Duval/Jarvis ha conquistato la vittoria alla 6 Ore del Bahrain, seguita dalla vettura gemella di Lotterer/Fassler/Treluyer e dalla Porsche 919 Hybrid di Bernhard/Webber/Hartely, che perdono il titolo di campioni del mondo in favore dei compagni di squadra umas/Jani/Lieb.

L’Audi quindi, ha salutato il mondiale Endurance come meglio non avrebbe potuto, mettendo a segno a mani basse una doppietta condita dall’hat-trick dell’equipaggio vincitore: il trio composto da Di Grassi/Duval/Jarvis infatti, ha conquistato pole position, giro veloce in gara e vittoria finale.
La vettura vincitrice si è alternata al comando solo con l’altra Audi e durante la quarta ora, in regime di full course Yellow, gli avvicendamenti continui a causa di due pit stop inaspettati, hanno fatto rischiare ad Audi di perdere vantaggio prezioso sulla Porsche #1 che stava pericolosamente recuperando. Quando la gara si è normalizzata, però, le Audi hanno ricominciato a dettare il ritmo, un ritmo infernale per la concorrenza.
Da segnalare che mentre Lotterer e Fassler si cono classificati quinti in campionato, Treluyer è sesto a causa di un periodo di assenza dovuto ad un infortunio (approfondisci qui).

In quarta e quinta posizione troviamo le due Toyota, con l’equipaggio composto da Davidson/Buemi/Nakajima che ha preceduto l’equipaggio composto da Sarrazin/Conway/Kabayashi. Le Toyota hanno tagliato il traguardo con un giro di ritardo rispetto ai primi tre classificati, ma è andata peggio alla Porsche dei neocampioni del mondo Dumas/Jani/Lieb, che hanno accumulato tre giri di ritardo e si sono classificati sesti: il “guaio” è stato fatto da Jani che, durante un doppiaggio, ha toccato una GTE AM, danneggiando pneumatico e carrozzeria.

In categoria LMP2, i campioni del mondo Menezes/Lapierre/Richelmi, alternatisi al volante della Alpine A460 sono giunti terzi al traguardo, preceduti dalle Ligier JS P2 di Rusinov/Rast/Brundle e Gonzalez/Albuquerque/Senna.
Nella categoria cadetta dei prototipi, la gara è stata abbastanza piatta, con ritmi praticamente costanti dall’inizio alla fine.

In GTE PRO, dove sembrava che le Aston Martin potessero vincere a mani basse proprio sulla pista su cui il costruttore britannico e Dunlop hanno sviluppato gli pneumatici che equpaggiano le vetture, c’è stata la vera battaglia: le Aston Martin infatti, a causa della zavorra assegnata per il BoP, sono state in difficoltà per tutta la gara e la ciliegina sulla torta è arrivata con un errore del team che non ha serrato bene il pneumatico anteriore destro della vettura di Adam, ponendo fine alla gara del britannico ed alla sua corsa al titolo.
Da quel momento, le Ferrari hanno iniziato a tirare per tentare di conquistare il titolo, e le prestazioni incredibili di Bruni hanno portato in casa Ferrari un titolo che ha molto più valore di quello degli anni passati: quest’anno infatti, la Ferrari ha sempre dovuto fare i conti con un BoP penalizzante, che però non ha impedito di portare a termine l’impresa.
All’Aston resta la soddisfazione del titolo piloti GT. Sorensen e Thiim sono stati i piloti più costanti nella seconda parte dell’anno e il campionato lo hanno portato a casa con pieno merito.

In categoria GTE Am, il trio Collardo/Perrodo/Aguas, già campione del mondo, ha trionfato con merito nella 6 Ore del Bahrain.