Anche il Giappone vuole entrare nel WRC!

E dopo il Cile, anche il Giappone vuole diventare prova del mondiale di rally. Ciò può diventare realtà grazie all’appoggio di Tommi Makinen, 4 volte campione del mondo e boss della Toyota Gazoo Racing. Nella scorsa settimana egli ha rilasciato un’intervista in cui anche lui appoggerebbe il piano di Mahonen per rendere i rally più corti ed economici: 2 soli giorni di gara ma con lo stesso numero di prove speciali. Oltre a lui, ci sono anche i prossimi giochi olimpici Tokyo 2020 a spingere per la gara nipponica.

Il Rally del Giappone ha ospitato le WRC dal 2004 al 2010 (escludendo il 2009), nel periodo in cui Subaru e Mitsubishi erano coinvolte. La prima casa ha vinto la prima edizione con Petter Solberg, per poi lasciare l’albo d’oro alle altre case. I marchi che hanno vinto di più sono Citroen e Ford, con 2 vittorie a testa. Riguardo ai piloti è Mikko Hirvonen ad aver ottenuto più successi nella terra del Sol Levante. 2 successi per il finlandese, entrambi a bordo della Ford Focus.

Questa nuova pretendente, oltre al Cile (ma anche alle precedenti Cina, Nuova Zelanda, Kenya e Croazia), è la prova di quanto la nuova WRC stia riscuotendo successo. Però c’è un problema. Il Cile, nettamente più favorito, potrebbe essere inserito nel calendario come 14a prova, ma poi non ci saranno più posti. Questo vuol dire che il Giappone dovrà sostituire qualcuno degli appuntamenti già nel calendario per poter tornare nel 2019.