WRC, torna di moda l’ibrido tra FIA e costruttori

Jean Todt e le grandi case come Citroen e Toyota lavorano per implementare questa tecnologia dal 2022

Di questo periodo, la FIA si sta impegnando per rendere il motorsport sempre più ecosostenibile. Con l’arrivo dell’ibrido in Formula 1 e WEC e l’avvento dell’elettrico con la Formula E, il Rallycross e la nuova serie off-raid Extreme-E (le ultime due dal 2021), l’unico campionato che ancora rimane ai ‘vecchi’ motori termici è il WRC. Sia Jean Todt che i costruttori avevano parlato di portare le nuove tecnologie anche nel mondiale di rally, senza però concludere niente.

Il presidente della FIA in particolare non sopporta il ‘lento progresso’ del WRC per quanto riguarda le tecnologie di motorizzazione. La questione non è semplice: per implementare l’ibrido bisogna che tutti i costruttori presenti attualmente nel mondiale siano d’accordo. Di essi, al momento solo Citroen e Toyota si sono fatti avanti, mentre i derivanti costi potrebbero mettere in dubbio la M-Sport, che già quest’anno ha rischiato di non partecipare al campionato. Tuttavia, pare che questa ‘particolarità’ del WRC sia destinata presto a scomparire.

Negli ultimi mesi ci sono stati tanti movimenti per quanto riguarda il dopo 2021, quando le attuali macchine Plus daranno spazio alla nuova generazione di auto da rally. E Jean Todt ha dato il seguente annuncio: “Ora finalmente i produttori dicono che abbiamo bisogno dell’ibrido. I tecnici della FIA, con l’input dei costruttori, stanno lavorando per implementarla dal 2022”. Conferme anche dal direttore della sezione rally, Yves Matton. “Sappiamo bene qual’è il nostro lasso di tempo, pubblicheremo i regolamenti quest’anno così che per i costruttori ci sia tempo sufficiente.”